Qualità dell’aria: ARPAV al lavoro per rendere le previsioni sempre più affidabili

La Qualità dell'Aria - ARPAV

Arpav è protagonista di un importante progetto nazionale per il miglioramento delle previsioni sulla qualità dell’aria. L’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto partecipa infatti al progetto CAMS NCP Italia, che punta a integrare modelli previsionali su scala europea, nazionale e regionale, al fine di ottenere dati più precisi e utili per la tutela dell’ambiente e della salute.

Dopo aver contribuito nella prima fase alla valutazione della fattibilità nell’uso dei modelli forniti dal Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS), Arpav è ora coinvolta nella seconda fase del progetto, incentrata sul passaggio di scala dai modelli nazionali a quelli regionali. L’obiettivo è sfruttare le potenzialità dei grandi sistemi di previsione per affinare le simulazioni locali e fornire previsioni più attendibili a livello territoriale.

Il progetto, coordinato da Arpae Emilia-Romagna, coinvolge anche le agenzie ambientali di Piemonte, Liguria, Lombardia e Umbria. Insieme, stanno lavorando per rendere sempre più efficiente l’utilizzo dei modelli CAMS e nazionali come input per i sistemi modellistici regionali.

Come primo passo, ciascuna agenzia ha presentato la propria catena modellistica. Arpav ha illustrato SPIAIR, il sistema sviluppato per la previsione e valutazione della qualità dell’aria in Veneto, già operativo e integrato nelle attività quotidiane di monitoraggio.

La partecipazione di Arpav al progetto CAMS NCP Italia conferma la volontà dell’Agenzia di investire su tecnologie avanzate per offrire un servizio sempre più accurato e tempestivo, a beneficio dei cittadini e della tutela dell’ambiente regionale.

Qualità dell’aria sui Sette Comuni: una panoramica

Contesto territoriale

L’altopiano dei Sette Comuni, grazie alla sua altitudine (tra i 1000 e i 2000 metri), all’abbondante vegetazione e alla bassa densità di traffico e attività industriali, gode in generale di una buona qualità dell’aria rispetto ad aree urbane o industriali della pianura veneta. Tuttavia, anche in montagna si registrano fenomeni di inquinamento stagionali o localizzati, soprattutto in presenza di particolari condizioni meteorologiche.

Dati recenti (ultimi 3-5 anni)

PM10 e PM2.5 (polveri sottili)

  • I valori di PM10 e PM2.5 registrati da ARPAV sono ben al di sotto dei limiti normativi (40 µg/m³ media annuale per PM10).
  • In alcuni inverni, soprattutto nelle valli più chiuse o in presenza di inversioni termiche, si sono rilevati modesti aumenti, dovuti principalmente all’uso di biomassa legnosa per il riscaldamento (stufe e caminetti).

Ozono (O₃)

  • L’ozono è un inquinante tipicamente estivo: si forma con la luce solare a partire da precursori (NOx e VOC).
  • Negli ultimi anni, alcune centraline dell’ARPAV nelle aree montane del Veneto (inclusa l’area di Asiago) hanno registrato superamenti della soglia di informazione (180 µg/m³), in particolare nei mesi di giugno-luglio-agosto.
  • Tuttavia, la tendenza è in lieve miglioramento, grazie alla riduzione progressiva dei precursori ozono a livello regionale.

Biossido di azoto (NO₂)

  • I livelli di NO₂ sull’Altopiano sono molto bassi rispetto ai centri urbani.
  • Il traffico locale e il riscaldamento domestico non determinano criticità.

Tendenza generale

Grazie alla riduzione delle emissioni da traffico, al miglioramento degli impianti di riscaldamento, e alle politiche regionali di contenimento delle biomasse non efficienti, negli ultimi 10-15 anni in Veneto, inclusi ovviamente i Sette Comuni, si è potuto assistere ad un miglioramento costante della qualità dell’aria.

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