L’Altopiano, con il suo inestimabile patrimonio ambientale e culturale, è una destinazione che attira turisti di diversi target, soprattutto quello familiare, su cui si è investito molto negli ultimi anni. Ma quando si parla di turismo giovanile, l’argomento sembra spesso relegato ai margini del dibattito. Alcuni operatori del settore non lo menzionano affatto, altri lo associano solo a fenomeni transitori come le affluenze durante la settimana di Capodanno o in occasione di particolari eventi. C’è persino chi lo considera dannoso, come se i giovani fossero destinati a portare con sé solo confusione e disordine.
Tuttavia, ignorare i giovani potrebbe rappresentare un errore strategico. Sono loro, infatti, che diventeranno gli adulti del futuro, quelli che potrebbero tornare con la propria famiglia, acquistare una seconda casa o addirittura investire in attività locali.
Ma siamo sicuri che il turismo giovanile non sia un segmento da intercettare e valorizzare? Consideriamo che i giovani di oggi saranno gli adulti di domani, quelli che potrebbero tornare con la propria famiglia per le vacanze, acquistare una seconda casa sull’Altopiano o magari avviare un’attività. Investire su di loro non è solo una scelta tattica, ma anche strategica, per garantire un futuro di crescita economica e demografica al territorio.
I giovani e il turismo: un target diversificato
Pensare ai giovani come un gruppo omogeneo sarebbe un errore. Il turismo giovanile non è solo sinonimo di divertimento sfrenato o di località balneari. I giovani, infatti, sono interessati a una vasta gamma di esperienze e il loro modo di viaggiare è in continua evoluzione.
Esistono tanti profili di giovani: gli appassionati di musica e di vita notturna, quelli sportivi, che amano il trekking, la mountain bike, lo snowboard; quelli interessati all’ecoturismo, all’avventura, quelli che cercano esperienze fuori dall’ordinario come partecipare a boutique festival dove è possibile sperimentare un’immersione totale tra musica, natura, cultura ed esperienze enogastronomiche. Qualunque sia il profilo, la costante deve essere una: offrire delle proposte studiate per il target, senza avere la presunzione di pensare che esistano delle soluzioni universali che accontentano tutti.
Programmare il turismo giovanile: una visione a lungo termine
È evidente che competere con le località balneari, soprattutto in estate, è una sfida ardua. Le mete balneari, in Italia come all’estero, offrono un mix di sole, mare e divertimento che sembra irresistibile per molti giovani. Tuttavia, è importante non generalizzare. Non tutti i giovani cercano lo stesso tipo di vacanza, e le montagne possono rappresentare una valida alternativa.
Per attrarre i giovani, però, non basta offrire esperienze interessanti; è necessaria una programmazione turistica ben definita e, soprattutto, una visione a lungo termine. Occorre strutturare pacchetti che possano incentivare i giovani a scegliere l’Altopiano come destinazione, creando occasioni di svago che rispettino l’identità del territorio e non compromettano la tranquillità di chi lo frequenta abitualmente.
In quest’ottica, una possibile strategia potrebbe essere quella di dedicare ai giovani periodi particolari dell’anno, quando il flusso turistico è minore e c’è maggiore spazio per organizzare eventi o festival pensati per loro. La creazione di aree o zone dedicate, dove possano svolgersi serate e concerti, senza interferire con le esigenze di altre tipologie di turisti, potrebbe rivelarsi vincente.
Inoltre, la promozione di attività ed esperienze specifiche per i giovani potrebbe essere ulteriormente potenziata sfruttando le potenzialità del digitale. I social media sono ormai uno strumento fondamentale per raggiungere e coinvolgere i giovani. L’Altopiano potrebbe investire in campagne di comunicazione mirate, coinvolgendo giovani creator vicini alle nuove generazioni che possano raccontare con il linguaggio adatto la bellezza e l’unicità del territorio.
Esempi di successo
In Europa ci sono già molte località che hanno saputo integrare il turismo giovanile nella loro offerta, senza comprometterne la qualità o la sostenibilità. Un esempio interessante può essere trovato nelle località alpine della Svizzera e dell’Austria, che sono riuscite a creare una proposta turistica bilanciata. Alcuni resort, per esempio, ospitano grandi eventi musicali all’aperto che attraggono giovani da tutta Europa, ma lo fanno in periodi dell’anno in cui l’affluenza turistica è più bassa.
Queste località, inoltre, hanno puntato molto sul turismo sportivo giovanile, con attività di mountain bike, trail running e arrampicata, tutte ben organizzate e integrate in una strategia che valorizza la natura incontaminata del territorio.
Queste destinazioni hanno dimostrato che è possibile attirare il turismo giovanile senza compromettere l’equilibrio del territorio, mantenendo un’alta qualità dei servizi.
L’Altopiano, con il suo fascino unico, ha tutto il potenziale per diventare una destinazione privilegiata per i giovani, ma serve un piano di lungo respiro, basato su un dialogo continuo tra amministratori locali, operatori turistici e le stesse nuove generazioni.
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