Il consigliere regionale di Forza Italia Alberto Bozza è intervenuto giovedì assieme al collega Fabrizio Boron all’incontro a Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale, con i rappresentanti delle categorie degli allevatori per affrontare insieme il tema del lupo e delle predazioni ad allevamenti e malghe.
Bozza ha annunciato che la Regione sta andando nella direzione da lui auspicata con ordini del giorno e mozioni, l’ultima approvata la settimana scorsa dal Consiglio regionale. Quindi l’adozione di un piano di monitoraggio del lupo tramite la telemetria satellitare, finalizzato a capirne la effettiva composizione, la modalità di spostamento, l’attività predatoria e la reattività alle azioni di contenimento; nonché l’attivazione di sistemi di dissuasione tramite sistemi sonori e visivi. Con le DGR 1450 e 1451 del 2024 infatti sono stati approvati due appositi Progetti che verranno sperimentati durante la prossima stagione dell’alpeggio, da giugno a settembre.
Inoltre, la Regione, anche a seguito delle richieste di Bozza, ha approvato la DGR che adegua i valori tabellari dei ristori sui capi predati, adeguando i relativi valori in accoglimento alle richieste degli allevatori. Questo provvedimento, fortemente atteso dalle categorie, è di imminente pubblicazione. A breve inoltre AVEPA, che ha ricevuto il riparto di risorse stanziato dalla Giunta Regionale, provvederà a liquidare i risarcimenti per i danni causati dal lupo in base all’ordine delle domande pervenute.
Afferma Bozza: “C’è un cambio di direzione di Regione ed è positivo vedersi concretizzate le proposte sulle quali abbiamo lavorato in questi anni. Studiare e censire il lupo è propedeutico poi a un efficace contenimento. In Ue è in corso l’iter di modifica della direttiva Habitat sul declassamento della protezione del lupo, quindi occorre farsi trovare pronti quando nei prossimi mesi sarà consentito a Stato e Regione azioni di contrasto più efficaci”.
Bozza è impegnato anche affinché all’istituzione Regione di un apposito Tavolo Tecnico di Coordinamento con le associazioni di categoria degli allevatori e degli agricoltori, le associazioni venatorie, le polizie provinciali. Inoltre, spiega il consigliere, “occorre anche adottare iniziative per tutelare la montagna, evitarne lo spopolamento valorizzando le malghe, ed evitare l’impoverimento dei pascoli per il mancato controllo delle aree boschive”.
c. stampa
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