Inchiesta Jannacopulos: l’intercettazione che imbarazza Munari e il rapporto tra media e politica

È ormai un fatto noto che la politica, in tutte le sue latitudini, miri in modo più o meno esplicito a influenzare il comportamento dei media. Tuttavia, talvolta si verificano situazioni in cui sono i media stessi ad essere così potenti da riuscire a ribaltare il rapporto di forze e tentare di imporre la propria agenda. Uno di questi casi è quello che sembra essere emerso dalle intercettazioni pubblicate venerdì dal Giornale di Vicenza sul tema delle indagini appena concluse a carico del patron di Medianordest, Giovanni Jannacopulos, con le ipotesi di minacce e stalking a Carlo Bramezza, direttore generale dell’Ulss 7 Pedemontana, e che vede coinvolto anche il Sindaco di Gallio, Emanuele Munari, insieme ad altri sindaci del bassanese. Secondo il contenuto dell’intercettazione pubblicato dal Giornale di Vicenza, il cui testo riportiamo in calce, Jannacopulos avrebbe infatti coinvolto nella sua personale battaglia contro il direttore generale Bramezza alcuni esponenti della politica locale, soprattutto bassanese, e della Regione Veneto.

La miccia si accende nel dicembre del 2021, quando Carlo Bramezza chiude le porte della sala stampa dell’ospedale in faccia a un troupe di Reteveneta, in seguito a una serie di servizi poco lusinghieri nei confronti dell’operato dell’Ulss 7. Da lì, parte una serie di stoccate che necessita evidentemente di testimonial, tanto da arrivare a chiedere a diversi sindaci del territorio di intervenire a supporto delle tesi che potenzialmente riescano a mettere in cattiva luce Bramezza, con l’obiettivo di portare perfino alla sua rimozione dall’incarico.

Tra i più attivi in quella che in alcune conversazioni viene definita “battaglia Bramezza”, il vicepresidente del consiglio regionale Nicola Finco e l’ex capogruppo del Pd in consiglio regionale, oggi neo sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai. Ai piani alti Jannacopulos chiedeva insistentemente di agire dall’interno per minare le fondamenta di Bramezza alla guida dell’Ulss 7 Pedemontana. Il patron delle emittenti di Mediaveneto tenta di coinvolgere anche un assessore di Elena Pavan, sindaco di Bassano, con la quale notoriamente non scorre buon sangue, oltre al sindaco di Rossano Veneto, Morena Martini, e a Simone Bontorin, primo cittadino di Romano d’Ezzelino. Ma pochi giorni fa il Giornale di Vicenza ha reso noto il più ampio ambito delle indagini, portando l’attenzione anche sull’altopiano, dove Jannacopulos nel gennaio del 2022 avrebbe trovato il suo cavallo di Troia in Emanuele Munari, sindaco di Gallio.

Nonostante quanto emerso nell’intercettazione non abbia nessun risvolto di natura penale e la società cui fanno capo le emittenti di Giovanni Jannacopulos non risulti coinvolta nell’inchiesta della procura, è fuori da ogni dubbio che, visti i ruoli dei protagonisti, esiste una seria implicazione di natura politica che inevitabilmente fornisce lo spunto per una riflessione sul tormentato rapporto tra potere politico e stampa. Quando la stampa da strumento di informazione si trasforma in strumento di propaganda mettendosi a disposizione del potere politico o, al contrario, quando cerca di indirizzare le istituzioni per interessi personali, da guardiana della democrazia rischia di diventare un pericolo per la democrazia stessa.

Sia chiaro: è assolutamente lecito per una testata decidere di prendere posizione su determinati argomenti, (diffidate da chi non lo fa mai!) l’importante però è che tutto avvenga in modo trasparente e coerente con la linea editoriale. Il problema si pone invece quando non si risponde più alla propria linea editoriale, ma al potente di turno, scendendo a compromessi. Ovviamente la stessa cosa vale anche quando accade l’esatto contrario, con i politici che si fanno dettare l’agenda dagli editori di cui hanno bisogno per avere maggiore visibilità e dare forza alle proprie argomentazioni.

Tutto questo crea un pericoloso corto circuito fra politica e media che innesca una devastante reazione a catena di cui le principali vittime sono i cittadini che, di fatto, si ritrovano senza punti di riferimento e strumenti per interpretare la realtà.

L’indipendenza dell’informazione dalla politica è un tema cruciale per la nostra democrazia: la politica può e deve dialogare con i media ma il rapporto deve essere sempre trasparente, senza ingerenze né da una parte né dall’altra.

Il testo dell’intercettazione

Nel gennaio del 2022 Jannacopulos chiede a Munari di intervenire in tv contro il presunto ridimensionamento di Senologia a Bassano.
Jannacopulos: “Noi ti abbiamo appoggiato su ostetricia di Asiago, voi dovete appoggiarci sulla senologia di Bassano.”
Munari: “Dimmi cosa devo fare e io lo faccio.”
Prima di un’intervista Munari ricapitola: “E per quanto riguarda il reparto di senologia va bene che ci sia giustamente a Santorso, ma altrettanto deve essere garantito anche a Bassano, giusto?”
Poi si sincera: “Ti faccio questo quesito, dimmi dall’alto della tua esperienza… che il sindaco di Gallio intervenga sulla senologia di Santorso e Bassano ci può stare?”
Alla risposta affermativa: “Bene, perché non vorrei che poi qualcuno magari mi rompe le…”

Fonte: Giornale di Vicenza

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