E’ davvero “nuovo” il governo Meloni?

Passando in rassegna i nomi che compongono Governo e Squadre Parlamentari della maggioranza di centrodestra sono pochi davvero quelli che possono dirsi autenticamente “nuovi”. Anche perché a destra il ricambio non è un mantra né è avvertita come una necessità.

Forse il discorso potrebbe essere chiuso anche solo dicendo che Silvio Berlusconi, nato nel 1936 quindi ormai alla veneranda età di 86 anni, è ancora saldamente uno dei leader del centrodestra di governo, lui che ha il merito di aver riabilitato tutto il fronte proveniente storicamente dal Movimento Sociale Italiano, dalla Destra Nazionale e dal Partito Monarchico, garantendo dal 1994 sulla democraticità e, per così dire, sulla aderenza ai valori della Repubblica dei loro esponenti.
Dal 1994 sulla scena, oggi dopo 28 anni è ancora lì, in primo piano. Non è certamente più il leader trainatore, e non potrebbe certo essere così, se non altro per una questione di età e salute. Eppure quando parla conta ancora più degli altri due leader, Meloni e Salvini, messi assieme.

Ecco, allora forse affrontare la questione del ricambio (o meno) generazionale tra le fila del centrodestra potrebbe essere mera elucubrazione al pari del sesso degli angeli, poiché mai questo è stato un tema all’ordine del giorno sotto questa metà del cielo.
Eppure anche solo che l’enfasi sorta attorno al nuovo Governo Meloni, che primo è per tanti aspetti -diciamo solo la prima donna Presidente del Consiglio dei Ministri ed il primo governo guidato da un partito pienamente di destra nella Repubblica Italiana-, questa enfasi, dicevamo, è motivo sufficiente per andare a vagliare la sua effettiva novità, anche sul piano della sua composizione personale.

Andiamo quindi a vedere in quanti e quali Governi del Centrodestra hanno già preso posto le ministre ed i ministri del Governo Meloni.
Prima tra tutte a maggior ragione è proprio Meloni: deputata dal 2006 quando aveva 29 anni, in quella sua prima Legislatura ricoprì la carica di (uno dei quattro) Vice Presidente della Camera dei Deputati; dal 2008 al 2011 è stata Ministro per la Gioventù; e potremmo ben dire oggi che la frattura creatasi con la drammatica fine del Governo Berlusconi IV (2008-2011) è stato il primo passo per arrivare di gran carriera adesso a Palazzo Chigi.

Proviamo a scorrere i 4 Governi Berlusconi alternatisi dal 1994 al 2011 per vedere quali esponenti vi ritroviamo che oggi sono parte della squadra di governo di Meloni.

Di per così dire “reduci” del Governo Berlusconi I non ve ne sono nella squadra dei Ministri. E’ lo spunto allora per ampliare un poco il confronto e dire che tutto sommato ha senso guardare anche a quella che è la squadra “allargata” di governo, a partire dai Sottosegretari di Stato nonché ai CapiGruppo nei due rami del Parlamento e, perché no, anche ai Presidenti delle Commissioni Parlamentari.

Ecco allora che, così ampliando lo sguardo, ritroviamo il nome di Maurizio Gasparri, oggi Vice Presidente del Senato in quota Forza Italia, allora membro di spicco del MSI poi AN, nel Governo Berlusconi I fu Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno.
Siano concesse due note diciamo sentimentali: una per Altero Matteoli ed una per Giorgio Bernini, che di quel Governo Berlusconi I furono esponenti ma oggi non sono più qui per poter osservare -e celebrare, non vi è dubbio!- il Governo Meloni.
Altero Matteoli è stato Ministro per l’Ambiente di tutti e quattro i Governi Berlusconi: oltre che l’enplein, vanta anche la titolarità incondivisa di un ministero, cosa successa solo a lui (e non a quel Giulio Tremonti di cui tutte e tutti ci ricordiamo), e probabilmente fosse ancora in vita uno spazio per lui lo si sarebbe ritrovato.
Di Giorgio Bernini, invece nel complesso il suo nome probabilmente non evoca molto a chi legge: fu allora Ministro per il Commercio Estero, e deputato per la sola XII Legislatura (1994-1996), ma non vi sarà sfuggito il suo cognome! Esatto! Non è un omonimo, ma è il padre di quella Anna Maria Bernini, oggi Ministra per l’Università e la Ricerca: la sua nomina il 22 ottobre è casualmente venuta a due anni puntuali dalla morte del padre.

Una altra annotazione, una chicca, che merita di essere espressa già ora è l’opportunità già dal Governo Berlusconi I di indicare non uno ma due Vice Primi Ministri, scelta compiuta nuovamente nei Governi Berlusconi II e III, non invece nel Berlusconi IV. Peraltro compiuta anche dal Governo Conte I, non è quindi una novità del Governo Meloni, che peraltro appunto distribuisce il duplice incarico a rappresentanti degli altri partiti della coalizione.

Aumenta il numero dei membri che, facendo parte del Governo Berlusconi II -parliamo comunque dai 21 ai 17 anni fa: fu in carica dal 2001 al 2005-, oggi contano tra le fila del Governo Meloni I.
Della squadra dei Ministri di allora ne ritroviamo oggi ancora sulla scena tre soli: Roberto Calderoli, allora (dal 2004) Ministro per le Riforme Istituzionali e Devoluzione mentre oggi è Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie; e Maurizio Gasparri, allora Ministro per le Comunicazioni, oggi come già detto Vice Presidente del Senato; ed Adolfo Urso, allora Vice Ministro delle Attività Produttive che era la precedente dizione del Ministero dello Sviluppo Economico, di cui oggi diviene Ministro e che è stato nuovamente re-brandizzato in Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Tra i Sottosegretari di Stato in allora nel Berlusconi II ritroviamo oggi: Alfredo Mantovano, allora all’Interno ed oggi elevato alla Presidenza del Consiglio, cioè il segretario della Presidenza del Consiglio, le mani e gli occhi da cui passeranno tutti gli atti prima di entrare nel Consiglio dei Ministri; Giancarlo Giorgetti, allora alle Infrastrutture e Trasporti ed oggi elevato ben più in alto al Ministero dell’Economia e delle Finanze; Maria Elisabetta Alberti Casellati, allora (dal 2004) alla Salute ed oggi elevata a Ministra per le Riforme.

Di quella squadra di governo faceva parte anche Michele Giuseppe Vietti (UDC), allora Sottosegretario di Stato alla Giustizia, che poi divenne Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) dal 2010 al 2014. Ebbene, proprio questa carica va a scadere di qui a pochi giorni ed è certamente uno dei tanti altri tasselli fuori dal perimetro stretto del Governo che comunque tanto dice delle idee e della azione di un Governo: la curiosità di vedere quale persona Meloni sceglierà di indicare a questa carica è già sin d’ora tanta. Non foss’altro perché ricordiamo che il Presidente del CSM è il Presidente della Repubblica, e gli scontri tra le due cariche hanno anche fatto storia (oggetto di studio ancora oggi è il conflitto ingaggiato dal Presidente della Repubblica Francesco Cossiga).

Il Governo Berlusconi III durò un anno dal 2005 al 2006 ed era pressoché la fotocopia del Berlusconi II, al punto che tutte le persone citate si videro confermate nel medesimo precedente incarico.

Dal 2008 al 2011 è stato in carica il Governo Berlusconi IV, cioè da 15 ad 11 anni fa, eppure non pochi sono gli esponenti del centrodestra (magari avendo nel frattempo cambiato collocazione di partito, ma pur sempre nell’alveo del medesimo schieramento) ancora in sella.
Di Giorgia Meloni, all’esordio in una carica di governo ministeriale si è detto.

Il suo fidato oggi Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, era allora e di nuovo Sottosegretario all’interno: membro di spicco di Alleanza Nazionale (prima, e poi PDL) dal 1996 al 2013, decise di non candidarsi alle elezioni di quell’anno e tornò a svolgere il suo mestiere di magistrato, divenendo prima membro della Corte di Appello di Roma e poi consigliere della Corte di Cassazione, nonché prima vicepresidente del Centro Studi Rosario Livatino, tornando quindi dal 23 ottobre 2022, data della sua nomina nella prima riunione del Consiglio dei Ministri del Governo Meloni I, in piena attività politica.

Nella squadra ministeriale del Berlusconi IV tornano nel Meloni 4 Ministri: Roberto Calderoli, allora alla Semplificazione, oggi agli Affari Regionali e Riforme; Anna Maria Bernini, allora solo per pochi mesi agli Affari Europei, oggi all’Università e Ricerca; Raffaele Fitto, allora alle Regioni e alla Coesione Territoriali, oggi agli Affari Europei, alla Coesione al PNRR; Adolfo Urso, allora Vice Ministro allo Sviluppo Economico e come già detto oggi Ministro delle Imprese e del Made in Italy, cioè il medesimo Ministero ma con brand ripensato.
Allargando lo sguardo, non pochi i Sottosegretari in allora oggi divenuti Ministri.
Alla Difesa stavano Ignazio La Russa come Ministro, oggi divenuto Presidente del Senato, e Guido Crosetto come Sottosegretario, oggi divenutone Ministro.

Sottosegretario di Stato alla Giustizia era Maria Elisabetta Alberti Casellati, oggi Ministra per le Riforme; mentre Sottosegretario di Stato alla Attuazione del Programma di Governo era Daniela Garnero Santanché oggi Ministra del Turismo; Sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali era Sebastiano -per tutti Nello- Musumeci, oggi Ministro del Sud e del Mare.
Anche la nuova Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Maria Roccella, è stata Sottosegretaria di Stato nel Berlusconi IV: dal 2010 alla Salute, fino ad allora era al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con una delega assai ampia che potremmo indicare come “infanzia, politiche inclusive, donne e maternità” ovvero ciò che pare sin d’ora essere il cuore del suo nuovo incarico ministeriale, e sui cui l’attenzione di tante e tanti si è già concentrata. Forse tra tutti è il Ministero su cui al momento attuale c’è più attenzione, consapevoli che il termometro della discussione pubblica segna una febbre già alta, visti temi caldissimi dei diritti civili, dell’aborto, della fecondazione assistita, dell’eutanasia.

Proviamo allora a tirare le fila: nel complesso sono 12 le persone che ricorrono tra il Governo Berlusconi IV e il Governo Meloni.
Al netto però del non conoscere ancora noi oggi le persone che andranno a rivestire gli incarichi di Sottosegretari e (o magari di Sottosegretari elevati anche a) Vice Ministri, che potrebbero eccome essere già stati esponenti in uno dei precedenti Governi Berlusconi. E allora lanciamoci in un toto-Sottosegretari/ViceMinistri: Roberto Castelli, esponente di lungo corso e di spicco della Lega, già Ministro della Giustizia (2001-2006, Governi Berlusconi II e III) e già Sottosegretario prima e poi Vice Ministro delle Infrastrutture (2008- 2011, Berlusconi IV), che però ha dichiarato di aver lasciato la politica attiva nel 2013…come Alfredo Mantovano, oggi Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio; Roberto Menia, nome probabilmente meno conosciuto, ma già esponente storico del Movimento Sociale Italiano e poi Alleanza Nazionale al cui ultimo Congresso Nazionale nel 2009 fu l’unico a votare contro lo scioglimento, già Sottosegretario all’Ambiente dal 2008 al 2010 (Berlusconi IV), fortemente voluto capolista per Fratelli d’Italia in Liguria nel listino proporzionale del Senato posto di certa elezione, e ciò basterebbe come indicazione di una certa predilezione personale; infine Edoardo Rixi, che dei Governi Berlusconi non ha mai fatto parte, ma che, legatissimo a Matteo Salvini, ha già fatto il Sottosegretario prima e poi il Vice Ministro alle Infrastrutture e Trasporti nel Governo Conte I (2018-2019) e che potrebbe andare o a rivestire la medesima carica o forse, nel caso in cui la Delega al Ministro del Mare includesse anche i Porti, al nuovo Ministero del Sud e del Mare.

Scorrendo un ultima volta le fila del Governo Meloni e della squadra parlamentare del Centrodestra, possiamo osservare farne parte persone già impegnate (solo) negli ultimi Governi Conte I, Conte II e Draghi.
Lorenzo Fontana, oggi Presidente della Camera dei Deputati, Ministro prima di Famiglia e Disabilità e poi di Affari Europei nel Conte I; Alessandra Locatelli che di Fontana prese il posto al Ministero per le Disabilità per pochi nel 2019 nel Conte I e che ora ivi si ritrova; e la cui predecessora nel Governo Draghi è stata Erika Stefani, oggi Segretaria d’Aula al Senato; Gian Marco Centinaio per le Politiche Alimentari fu Ministro nel Conte I e Sottosegretario nel Governo Draghi, ora è, come Ignazio La Russa, Vice Presidente della Senato; mentre Vice Presidenti della Camera sono oggi anche Fabio Rampelli (confermato oggi facendolo già dal giugno 2018) e Giorgio Mulè, quest’ultimo Sottosegretario alla Difesa nel Draghi.

Per completare il toto-squadra di Governo che andrà completandosi si potrebbero fare i nomi di chi ha già ricoperto incarichi di Governo negli ultimi due esecutivi in cui era presente la Lega (Conte I e Draghi) e Forza Italia (Draghi) e i più ricorrenti sono -oltre il già detto Rixi e i citati Stefani, Centinaio e Mulè, che però al momento un incarico già hanno-: Giulia Bongiorno, Massimo Garavaglia, Nicola Molteni, Alessandro Morelli, Lucia Borgonzoni Massimo Bitonci, e con meno chance Marco Bussetti e Tiziana Nisini (questi due ultimi non eletti) per la Lega; Deborah Bergamini, Francesco Paolo Sisto e, con meno chance, Valentina Vezzali e Giuseppe Moles (questi ultimi due non eletti) per Forza Italia.

Per completare il quadro si potrebbero ipotizzare delle nomine per la componente di maggioranza rimasta al momento del tutto esclusa dagli incarichi di Governo ovvero la lista federativa di “Noi Moderati”, al cui interno correvano i movimenti di UDC di Lorenzo Cesa, Coraggio Italia di Luigi Brugnaro, Italia al Centro di Giovanni Toti e Noi con l’Italia di Maurizio Lupi.
Certo non sarebbe una sorpresa ritrovare al Governo Maurizio Lupi o magari anche Lorenzo Cesa, mentre viene più difficile pensare ad un impegno diretto di Giovanni Toti e Luigi Brugnaro.
Ed allora si indicano anche i nomi di Antonio De Poli, in quota UDC e al momento rieletto per la terza volta consecutiva Questore al Senato, e Andrea Costa, in quota Noi con l’Italia e molto vicino a Toti leader di Italia al Centro, già Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute del Governo Draghi, non eletto a settembre scorso pur avendo corso alla Camera,

Concludendo, certamente non sono pochi i Ministri e/o i Sottosegretari che ritornano dai Governi Berlusconi così lontani nel tempo (dagli 11 ai 28 anni fa), in particolare più massicciamente dal più recente Berlusconi IV: ben 12 persone.

Incrociando i dati anche degli ultimi due Governi con partecipazione di almeno uno dei tre partiti del centrodestra di governo, i nomi aumentano ulteriormente e consistentemente: altre 6 persone.

Se per un verso è ben vero che suona un po’ strano chi ha ricoperto cariche di governo soprattutto così addietro torni a ricoprirle ancora oggi, è vero anche per altro verso che costoro hanno certamente più esperienza -ministeriale ma ancora di più politica- dei propri colleghi di prima nomina.
Ai posteri (o magari pur sempre a noi da qui a un anno) l’ardua sentenza.

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