Dopo la notizia riportata da tutte le testate locali riguardo la volontà del Sindaco di Asiago Roberto Rigoni Stern di valutare la possibilità di emanare un’ordinanza che obblighi ad indossare la mascherina nell’area pedonale del centro durante la stagione estiva, nell’altopiano è tornata d’attualità la discussione sull’utilizzo di questi dispositivi di protezione.
Come ormai da “tradizione” in questa pandemia l’opinione pubblica si è divisa in diverse fazioni: dagli irriducibili “no mask” ai prudenti cittadini che preferiscono non abbassare ancora la guardia.
Se è vero che il governo a livello nazionale ha sospeso l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto, è altrettanto vero che la legge permette agli amministratori locali di decidere in autonomia eventuali restrizioni. Ricordiamo sempre che il Sindaco è il responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio e che nessuno meglio di un amministratore locale ha il polso della situazione riguardo il contesto del proprio comune.
Proprio quello del capoluogo dell’altopiano è un contesto che va detto, è del tutto particolare, non essendo il centro storico di Asiago quello di una grande città, nei periodi di maggiore afflusso, vista la superficie ridotta è inevitabile la formazione di assembramenti, situazioni nella quali ricordiamolo, l’utilizzo delle mascherine è ancora obbligatorio. Non dimentichiamo poi, che con la sempre più larga diffusione della Variante Delta (ex indiana) che la comunità scientifica prevede diventi predominante anche in Italia entro la fine di agosto, abbassare la guardia sopratutto nel periodo di maggior afflusso di turisti diventa molto pericoloso. La campagna vaccinale nell’ultimo periodo sta subendo un rallentamento e con meno del 40% di popolazione vaccinata con due dosi, l’immunità di gregge purtroppo è ancora lontana. Il vaccino per fortuna si sta dimostrando efficace anche con le varianti ma per avere una protezione adeguata è necessario completare il ciclo vaccinale.
In uno scenario del genere, sembra quasi banale a dirsi, quella di Rigoni Stern sarebbe solo un’ordinanza di buon senso, tuttavia a quanto pare il buon senso a volte non basta, visto che, sull’argomento la popolazione resta divisa con chi per avvalorare la propria posizione, afferma anche che se dovesse essere firmata l’ordinanza Asiago subirebbe un grande danno di immagine con forti ripercussioni sull’economia turistica.
Ora, aldilà di chi si oppone per mero calcolo politico, mi sento di tranquillizzare gli operatori turistici: in un contesto praticamente covid free come quello dell’altopiano con l’ospedale nuovo appena inaugurato, la massiccia campagna di sensibilizzazione e i protocolli di “Asiago destinazione sicura” se nel capoluogo altopianese per disgrazia dovesse scoppiare un focolaio in piena stagione, il danno di immagine sarebbe di gran lunga maggiore. L’eco mediatico che ne deriverebbe amplificherebbe a dismisura il problema portando le persone a percepire il territorio come un luogo non sicuro. In tutto questo, un accenno va fatto anche al nuovo ospedale che nel caso di un focalaio di certe dimensioni, probabilmente diventerebbe ostaggio del virus limitando in modo sensibile tutte le altre prestazioni.
Meglio quindi un eccesso di prudenza piuttosto che una scommessa dal risultato incerto, anche perchè e non è un particolare di poco conto, va ricordato, che l’ordinanza riguarderebbe solo il centro pedonale, lasciando libera la popolazione e i turisti di non indossare la mascherina in tutti gli altri luoghi all’aperto che, per fortuna nel nostro bellissimo altopiano abbondano.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Siamo presenti anche su TELEGRAM, iscriviti al nostro gruppo per rimanere aggiornato e ricevere contenuti in esclusiva: https://t.me/settecomunionline